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volume_1:le_guerre_in_europa_tra_il_xv_e_il_xvi_secolo:la_prima_fase_delle_guerre_in_italia._1494-1495

Dalla pace di Lodi alla discesa di Carlo VIII.

Nella seconda metà del XV secolo, gli stati italiani riuscirono a stabilire un equilibrio politico, formalizzato con la pace di Lodi del 1454. Questo trattato pose fine alla contesa per la successione del Ducato di Milano e segnò un periodo di circa quarant'anni di pace in Italia, anche se solo formalmente, dato che vi furono comunque conflitti come le rivolte baronali e la guerra tra Aragonesi e Angioini nel Regno di Napoli o la Congiura dei Pazzi a Firenze. La relativa stabilità portata da questa politica favorì, comunque, lo sviluppo culturale ed economico, contribuendo alla fioritura artistica e letteraria del Rinascimento. Lorenzo il Magnifico divenne presto il principale sostenitore degli accordi di Lodi, ma con la sua morte, l'equilibrio si ruppe. L'invasione dell'Italia da parte di Carlo VIII nel 1494 inaugurò un periodo segnato dalle devastanti guerre d'Italia.

La discesa di Carlo VIII è accolta positivamente dagli stati italiani

All'inizio, molti accolsero favorevolmente l'arrivo del re francese, tra cui Ludovico il Moro e la Repubblica di Venezia. Per Ludovico, si trattava di garantire la successione al Ducato di Milano, ancora una volta fonte di crisi politica in Italia. Nella sua visione, Carlo VIII avrebbe indebolito il regno di Ferrante d'Aragona, re di Napoli, che sosteneva il suo rivale Gian Galeazzo Sforza. Venezia, dal canto suo, sperava che il conflitto tra Carlo VIII e gli Aragonesi avvantaggiasse i suoi interessi commerciali, poiché il Regno di Napoli, con i suoi porti in Puglia, rappresentava una minaccia diretta per la Repubblica Marinara. A Firenze, gli oppositori dei Medici appoggiarono l'iniziativa francese, sperando di rovesciare il sistema politico vigente. Così, diversi stati italiani videro l'arrivo di un sovrano straniero come un'opportunità per perseguire i propri interessi. Tuttavia, sottovalutarono la determinazione di Carlo VIII, che non aveva intenzione di farsi manipolare. Questo errore costò caro all'Italia. La persistente rivalità militare ed economica tra i principali centri di potere contribuì a ritardare la formazione di uno Stato unitario per secoli. Mentre in Europa si stavano consolidando gli Stati moderni, l'Italia restava tragicamente frammentata, e le guerre d'Italia portarono alla perdita della sua indipendenza.

Le conseguenze reali dell'invasione sugli stati italiani

In soli cinque mesi, Carlo VIII attraversò gran parte della penisola senza incontrare resistenza significativa. Le conseguenze della sua avanzata destabilizzarono ulteriormente la già fragile situazione politica. Egli conferì il Ducato di Milano a Ludovico il Moro, superando le pretese dinastiche aragonesi. A Firenze, i Medici furono deposti e venne proclamata la Repubblica. Continuando verso sud, il re raggiunse Napoli, dove fu accolto con entusiasmo dal ceto baronale, tradizionalmente filo-francese e ostile alla monarchia aragonese. Carlo VIII si impadronì di alcuni porti pugliesi e fu acclamato come liberatore, destabilizzando ulteriormente la penisola italiana.

La nascita della lega antifrancese e la sconfitta di Carlo VIII

La situazione divenne talmente grave che le stesse potenze che avevano favorito l'invasione francese si videro costrette a cambiare strategia. Lo Stato Pontificio, Milano e Venezia si unirono in una Lega antifrancese, ricevendo il supporto dell'imperatore Massimiliano e della Spagna. Di fronte a questa coalizione, Carlo VIII risalì frettolosamente l'Italia, cercando di evitare l'isolamento nel sud. La battaglia tra l'esercito della Lega e quello francese avvenne nel 1495 a Fornovo sul Taro, in Emilia-Romagna. Sebbene la battaglia non segnò una netta sconfitta per Carlo VIII, il re fu comunque costretto a ritirarsi e a tornare in patria a causa del mutato contesto politico. Carlo VIII morì nel 1498, mentre progettava una seconda campagna in Italia. Sebbene la sua impresa fu breve, rivelò la profonda crisi in cui versava la penisola. Nonostante la formazione della Lega antifrancese, gli stati italiani non furono più in grado di ripristinare la politica dell'equilibrio dei decenni precedenti. Al contrario, quell'alleanza, per il suo carattere internazionale, segnò l'inizio di una crescente ingerenza straniera in Italia. Francia, Impero e Spagna colsero la debolezza della penisola e, nei secoli successivi, la trasformarono nel teatro dei loro conflitti e nell'obiettivo delle loro ambizioni espansionistiche.

volume_1/le_guerre_in_europa_tra_il_xv_e_il_xvi_secolo/la_prima_fase_delle_guerre_in_italia._1494-1495.txt · Ultima modifica: 2024/08/18 09:35 da giorgio